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Caro Nahele,

come una rondine all'arrivo dell'autunno sei volato verso i paesi caldi, al collo il tuo fazzoletto a cui sempre rimarrai fedele e noi attorno a te come le api nel tuo giardino.

Come un girasole ti sei aperto nell'unica giornata serena in un lungo periodo di pioggia e seguendo un caldo raggio di luce ti sei fatto largo tra le nubi per correre finalmente libero nei prati verdi del cielo. Questo pensiero e il ricordo del tuo sorriso nei nostri occhi ci aiuterà oggi e sempre ad alleviare il dolore della tua mancanza.

Ogni incontro con te era un'occasione per apprezzare la tua forza e il tuo carattere burlone: i biscotti odiosi che ti facevano rimpiangere i dolciumi un po' meno dietetici, le caramelle di cui era fatta la nostra torta di compleanno, la maglietta con la foto di classe che tu indossavi con orgoglio, i tuoi depistaggi durante la caccia al tesoro che avevi organizzato per noi a casa tua, gli apprezzamenti ironici sul look dei nostri professori, i tuoi saluti talvolta volutamente solenni, la tua passione per le macchinine, l' allegro scompiglio che portavi durante le ore di catechismo, il battesimo della tartaruga Clemente e soprattutto la storia del tuo nome hawaiano di cui andavi fiero, forse perchè ti ricordava il mare che amavi tanto.

Questi e moltissimi altri ricordi ti riportano più vicino a noi; ora non possiamo far altro che dedicarteli in un silenzio fatto di dolci pensieri e di qualche lacrima che ti dimostri il nostro affetto.

Grazie per i momenti che ci hai regalato, insegnandoci che la vita è preziosa e che non dobbiamo sprecarne nemmeno un attimo.

Sei stato come un fiore che è sbocciato presto al mattino per lasciarsi ammirare più a lungo.

Ave Nahele!

 

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